La denominazione Progetto Famiglia spiega la specifica finalità che l'associazione intende perseguire: il servizio della famiglia . Questa sensibilità deve qualificare ogni servizio e ogni intervento anche quando l'attenzione è rivolta al singolo. La dimensione coniugale e familiare è il punto prospettico di riferimento, è l'angolazione da cui osserviamo gli eventi e nello stesso tempo l'obiettivo che intendiamo raggiungere. In piena sintonia con la Chiesa Cattolica noi crediamo nella famiglia come istituzione umana e come luogo in cui passa l'amore e la salvezza che Dio ha promesso. Crediamo che la famiglia rimane la prima cellula dell'umana società, il cuore e la garanzia di una nuova civiltà fondata sulla gratuità dell'amore.

La famiglia è il cuore della civiltà , il nucleo fondamentale della dinamica sociale, la prima forma di società, il primo ed essenziale luogo in cui la persona cresce. Se viene meno la spinta e la risorsa che essa possiede, se smarrisce il suo compito tutta la società diventa più povera. La famiglia rappresenta la prima e spesso unica risorsa per invertire la tendenza sociale. Una famiglia fedele ai suoi compiti è già una roccaforte, un sicuro baluardo. Essa è il luogo dell'amore e della solidarietà : è qui infatti che si impara ad accogliere e a rispettare l'altro. Il fatto stesso di vivere in comune è un continuo invito ad uscire dall'istintivo egoismo. La famiglia è una scuola di umanità, la prima ed essenziale via di socializzazione.

Questa visione sociale oggi è messa seriamente in crisi. La disgregazione sociale si riflette anzitutto nella comunità familiare: in questo ambito, che nel passato appariva un sicuro rifugio, la crisi di valori si manifesta in modo immediato e quasi automatico. La famiglia appare dunque come un soggetto fragile che si trova sempre più in balìa dei molteplici condizionamenti culturali. Nessuno può rinnegare l'amore coniugale, sarebbe come rinnegare la stessa esistenza, ma sono molti a rifiutare la famiglia come istituzione, anzi il concetto stesso di famiglia è messo in discussione: oggi si preferisce parlare di famiglie , intendendo con questo plurale le diverse opzioni possibili: dal matrimonio tra l'uomo e la donna alla semplice convivenza alla relazione omosessuale. Oggi si combatte una battaglia culturale decisiva per lo sviluppo dell'umana società. Nei secoli passati il problema era quello dell'indissolubilità, oggi invece è in gioco l'identità della famiglia.

L'esaltazione della soggettività, sfociata in un acritico soggettivismo , riduce gli spazi della comunione e rende l'uomo e la donna più vulnerabili e incapaci di aprirsi all'amore. La famiglia subisce i contraccolpi di questa cultura e rischia così di diventare, nella coscienza sociale, una semplice e occasionale aggregazione di individui . Accettare questo stato di cose, arrendersi ad una cultura che offusca le ragioni dell'amore, significa costruire una società senza ideali in cui la persona perde ogni valore. Difendere la famiglia significa invece ridare spazio alla persona nella sua irripetibile dignità.

Il nostro impegno non si rivolge solo alla famiglia ma intende aiutare la famiglia ad essere se stessa per ritrovare la coscienza della propria identità e del proprio ruolo . In questi anni siamo partiti per servire la famiglia e abbiamo compreso che la famiglia è la prima risorsa per l'umana società, è il soggetto primario nel rinnovamento ecclesiale e sociale.

«Nell'edificazione di una comunità ecclesiale unita nella carità e nella verità di Cristo, è fondamentale la testimonianza e la missione della famiglia cristiana» ( Evangelizzazione e testimonianza della carità , 30).

Il nostro impegno per la famiglia si presenta in questa luce come un essenziale servizio sociale . La famiglia è un soggetto culturale quando indica valori sostanziali, ambiti in cui interviene in maniera critica e creativa. Alle soglie del terzo millennio la famiglia appare sempre più una risorsa per l'umana società, un riferimento essenziale e insostituibile per costruire una convivenza che rispetti la dignità della persona. Con un'espressione molto significativa Giovanni Paolo II ha definito la famiglia come il «santuario della vita», il luogo più sacro per la vita umana. Se viene a mancare la famiglia anche l'uomo si smarrisce, se la famiglia perde la sua stabilità chi preparerà la culla per accogliere il bambino non ancora nato? Se la famiglia non riesce più a trasmettere serenità dove potrà il bambino trovare quella necessaria sicurezza affettiva per crescere? Se la famiglia si lascia travolgere da un ideale consumistico chi aiuterà l'adolescente e il giovane a trovare i valori ideali che danno senso alla vita?

La famiglia è capace di rispondere al disagio sociale , è l'unica istituzione che lo può fare in modo adeguato, tutte le altre in qualche modo suppliscono o fanno da supporto. L'emarginazione nasce nel contesto di una società che ha smarrito i valori ma si alimenta con l'incapacità della famiglia di essere se stessa, il luogo in cui la vita viene accolta e aiutata a crescere. Ridare centralità alla famiglia significa umanizzare lo sviluppo sociale , inserire nel tessuto sociale degli anticorpi che prevengono le degenerazioni e curano le malattie. Ed è proprio questo che noi cerchiamo di fare.

«L'avvenire dell'umanità passa per la famiglia» (Giovanni Paolo II, Familiaris Consortio , 86): questo annuncio profetico apre uno squarcio sul terzo millennio e impegna tutti a fare della famiglia il luogo in cui viene in ogni tempo viene generato il futuro dell'umana società. Il contributo che l'associazione può dare è certamente una goccia nel mare di una cultura che marginalizza la famiglia ma proprio per questo è una presenza significativa e indispensabile.


Lo statuto dell'Associazione dedica alla definizione degli obiettivi (scopo sociale) gli articoli che vanno dal numero 3 al 12. Di particolare rilievo sono:

Art. 3. La missione dell'Associazione Progetto Famiglia Onlus è la promozione della solidarietà sociale.

  • Per solidarietà sociale s'intende tutte le possibili attività, sia di prevenzione che di sostegno al disagio conclamato, rivolte ad ogni essere umano, ed in particolare modo alla famiglia ed ai suoi componenti.
  • L'Associazione persegue tale missione operando in conformità con la visione cristiana e l'insegnamento della Chiesa Cattolica.

Art. 4. Lo scopo primario dell'Associazione è quello di promuovere il bene della famiglia. A tal fine si preoccupa di promuovere una cultura della famiglia per aiutare gli sposi a scoprire e a vivere il significato del matrimonio. Allo stesso modo l'Associazione si impegna ad accompagnare i fidanzati nel loro cammino. Tale impegno è svolto privilegiando la formazione degli operatori pastorali. In tal senso l'Associazione si impegna a promuovere una Scuola di formazione per coloro che operano nei diversi settori della problematica familiare. Con la stessa finalità l'Associazione promuoverà cicli di conferenze sulle diverse tematiche delle problematiche familiari. Per favorire il compito educativo, l'associazione s'impegna a promuovere una “Scuola per Genitori” che affronta specifiche tematiche.

Art. 4 bis . L'associazione ritiene che la famiglia è la prima cellula della società, per questo con particolare attenzione si impegna, con apposite iniziative, a dare rilevanza sociale e politica all'istituzione familiare. A tale scopo promuove incontri di sensibilizzazione e offre servizi di consulenza per rispondere alle diverse esigenze della famiglia. (…)

Art. 5. L'Associazione si propone di aiutare le coppie a vivere con gioiosa consapevolezza l'apertura alla vita. Per questo, in collaborazione con il Movimento per la Vita Italiano , alla cui federazione nazionale aderisce, e con tutti gli altri organismi impegnati in questo settore, si impegna a promuovere e diffondere una cultura della vita che riconosca il valore della persona umana dal concepimento alla morte naturale; e nel contempo a sostenere l'accoglienza della vita nascente attraverso un fattivo volontariato che venga incontro a tutte le situazioni di difficoltà che si oppongono allo sviluppo del concepimento, con una particolare attenzione verso le madri.

Art. 5 bis. L'Associazione tra i suoi scopi prevede la possibilità di realizzare case d'accoglienza per ragazze madri, minori a rischio, orfani e ogni altra situazione di estremo disagio e indigenza. (…)

Art. 5 ter. L'Associazione promuove l'educazione ai metodi naturali per aiutare i giovani a riconoscere la propria fertilità e gli sposi a vivere responsabilmente la sessualità e la procreazione. (…)

Art. 6. L'Associazione si impegna anche a promuovere, attraverso corsi, conferenze e incontri, una cultura che sappia cogliere l'autentico valore dell'affettività e della sessualità, aiutando quanti operano nel campo della pastorale giovanile a d acquisire le linee formative essenziali per proporre una buona educazione all'amore e alla sessualità.

Art. 7. L 'Associazione intende anche farsi carico delle esigenze dei minori temporaneamente privi di un ambiente familiare idoneo. A tal fine si sforza di promuovere una capillare rete di affido familiare in grado di affiancare validamente i minori e le famiglie di origine.

Art. 11 bis. L'Associazione si impegna nella “cooperazione allo sviluppo” mediante ogni forma di attività volta a tale scopo, come ad esempio il Commercio Equo e Solidale, la finanza etica, il consumo critico, le micro-realizzazioni, le adozioni a distanza, la promozione inter-culturale, l'immigrazione.

Art. 11 quater. L'Associazione, consapevole del ruolo preminente del servizio pubblico nella risoluzione delle problematiche sociali, intende effettuare ogni iniziativa utile alla sua valorizzazione.

Tra i vari interventi , in particolare , realizza percorsi di formazione, riqualificazione e specializzazione per operatori sociali pubblici, monitoraggi e collaborazioni nella progettazione, (…).

L'Associazione collabora con gli enti locali nella realizzazione di progetti d'intervento sociale finalizzati all'utilizzo delle varie leggi di finanziamento presenti nel panorama locale, regionale, nazionale ed europeo.