IL MICROCREDITO COME STRATEGIA VINCENTE

CONTRO LA POVERTÀ

Cos'è la povertà

La povertà vera consiste nell'impossibilità di alcuni, soprattutto i poveri dei villaggi rurali, ad entrare negli ingranaggi delle movimenti economici.

Yunus (economista del Bangladesh e ideatore principe del microcredito) afferma che anche il povero possiede, in modo connaturale, la capacità di usare un prestito per organizzare un lavoro autonomo che gli consenta di migliorare le proprie condizioni di vita, e arriva ad assegnare al credito la forza di un diritto , ritenendo che povertà e mancanza di diritti sono, in qualche modo, situazioni che si equivalgono, ovvero sono causa ed effetto l'una dell'altra. La convinzione che il mancato rispetto di un diritto fondamentale sia alla base della povertà è un'idea non lontana dal concetto di sviluppo dell'economista indiano Amartya Sen , insignito nel 1998 del Premio Nobel per l'economia, il quale afferma che: “ lo sviluppo deve essere inteso come un processo di espansione delle libertà godute dagli esseri umani” .

Pertanto, la vera sfida dello sviluppo consiste nell'eliminazione di tutte quelle <<illibertà>>, come la fame, l'analfabetismo, la mancanza di assistenza sanitaria, fino alla mancanza di libertà di espressione, che impediscono all'individuo di poter decidere della propria vita, di scegliere la strada che preferisce, di autodeterminarsi.

Una soluzione

Per uscire dalla “trappola della povertà”, particolarmente interessante e degno di attenzione risulta il fenomeno del microcredito . Questo consiste nell'erogazione di piccoli prestiti, e altri servizi finanziari e sociali, a persone normalmente escluse dai prestiti bancari, rispetto ai quali richiede minori garanzie (in generale non ne richiede affatto) e offre invece maggiore flessibilità nelle procedure per ottenere il credito e nei tempi di rimborso.

L'idea di base è che, attraverso il credito, il povero possa sviluppare una piccola attività che gli permetta d'incrementare le proprie entrate e migliorare la sua condizione economica e sociale. Il microcredito assegna un ruolo decisivo al coinvolgimento attivo e responsabile dei poveri e al loro “autosostentamento”. Un ulteriore aspetto interessante è la possibilità di utilizzare programmi orientati al rafforzamento del ruolo economico e sociale delle donne povere (Cheston e Khun, 2002). Favorire lo sviluppo femminile riduce le differenze tra sessi e promuove uno sviluppo più equilibrato, in cui le donne assumono un ruolo centrale.

Le istituzioni internazionali e il microcredtito

Il potenziale del microcredito, come strumento per stimolare l'iniziativa locale, è stato riconosciuto anche dalle istituzioni internazionali deputate a sostenere lo sviluppo. La Banca Mondiale ha avviato, nel 1995, un programma specifico chiamato Sustainable Banking with Poor (Sistema Bancario Sostenibile con il Povero), per promuovere e sostenere progetti di microcredito. La risoluzione 52/194 delle Nazioni Unite , approvata il 18 dicembre 1997, riconosce l'importanza del microcredito come strumento per sradicare la povertà e ne promuove il sostegno. La risoluzione è significativa in quanto, per la prima volta e in modo esplicito, riconosce che i programmi di microcredito si sono rivelati efficaci nel liberare migliaia di persone, soprattutto donne, dallo sfruttamento e dalla povertà. Questi programmi hanno, inoltre, aumentato la partecipazione di chi ne ha beneficiato ai processi economici e politici, e si sono rivelati determinanti nel percorso globale di sviluppo umano e sociale.

Il 2005 è stato dichiarato l'anno del Microcredito. Dopo otto anni dalla risoluzione del 1997, le Organizzazioni internazionali nutrono ancora una profonda fiducia in questo strumento per abbattere con fantasia e ingegno il muro di separazione tra il Nord e il Sud del mondo.