Casella di testo: Moltiplica
Casella di testo: la tua impresa per 5
(download.doc)

Rete “Impresa e Solidarietà” per la promozione

del lavoro nei Paesi in via di sviluppo

Una rete di imprese solidali

Hai mai pensato che la tua Impresa potrebbe sostenere la nascita di altre realtà imprenditoriali nei Paesi in via di Sviluppo?

Noi lo pensiamo da molto tempo, anzi, lo stiamo già realizzando. Grazie all'iniziativa dell'Associazione Progetto Famiglia sta nascendo in Campania la rete “ Impresa e Solidarietà” costituita da imprenditori disponibili ad impegnarsi in questa preziosa operazione di giustizia: dare ai poveri del sud del mondo la possibilità di avviare un'attività produttiva.

Un Fondo per finanziare le nuove micro-imprese

L'idea di base è quella di costituire un Fondo che permetta di effettuare piccoli crediti a quanti non hanno la possibilità di acquistare gli strumenti necessari per lavorare.

Spesso bastano poche decine di euro, per acquistare un asino, una mucca o un carretto, … per cambiare le sorti di un'intera famiglia.

I futuri micro-imprenditori

Si tratta di singoli, famiglie e gruppi, che vivono al di sotto della soglia di povertà. Persone relegate ai margini della società, residenti nelle infinite periferie delle grandi città terzomondiali o nelle sterminate zone interne, lontane da vie di comunicazione, energia elettrica e servizi. Sono donne e(d) uomini, per lo più madri e padri di famiglia, ai quali nessuna banca concede prestiti per assenza delle garanzie necessarie. Persone tagliate fuori da ogni possibilità di iniziativa, costrette a vivere di espedienti, facendo i conti, ogni giorno, con il rischio, la fame, le malattie. Persone senza futuro, né per se stessi, né per il loro figli, ai quali non possono garantire neanche le cure mediche di base e l'istruzione primaria.

Casella di testo: La storia di Sufia Khatun     Sufia prendeva in prestito soldi  da un usuraio per costruire sgabelli di bambù. Ma l'esorbitante tasso di interesse che le veniva applicato e l'essere costretta a vendere gli sgabelli alla stessa persona che le prestava il denaro e al prezzo da lui stabilito, faceva sì che il suo effettivo guadagno giornaliero si riducesse all'equivalente di 2 centesimi di dollaro. Partecipando al programma di microcredito ha avuto a disposizione il capitale iniziale e la possibilità di vendere i propri manufatti al prezzo da lei deciso. Sofia è riuscita così ad uscire dalla povertà potendo mandare i propri figli a scuola e assicurare alla propria famiglia un pasto quotidiano sicuro. Ora è una donna libera!     

Credito agevolato, meglio della semplice beneficenza

In sintesi ciò che si vuole fare è quanto da tempo un famoso detto ci ricorda: meglio insegnare a pescare che regalare il pesce. Bene, l'obiettivo è proprio quello di far sì che i cosiddetti poveri siano messi nella condizione di liberarsi, con il lavoro e l'impegno personale, dalla condizione di indigenza, costruendo in modo autonomo e responsabile il proprio futuro.

IL TUO IMPEGNO

1.000 euro l'anno

Le imprese che aderiscono alla Rete “ Impresa e Solidarietà” s'impegnano a contribuire al Fondo con un'offerta annuale di almeno 1.000 ,00 euro.

I soldi raccolti nel Fondo vengono utilizzati nel seguente modo:

  • 80% per la concessione dei micro-crediti;
  • 10% per la formazione/accompagnamento dei candidati micro-imprenditori;
  • 10% a sostegno delle attività di progettazione, supervisione e coordinamento svolte dal Progetto Famiglia.

A ciò si aggiunge la possibilità, una volta restituiti i crediti, di reinvestire il denaro in nuove iniziative. La modalità è quella di utilizzare il 50% dei fondi rientrati per finanziare ulteriori micro-crediti, e l'altro 50% per realizzare alcune infrastrutture utili alla creazione di opportunità lavorative (bonifica dei terreni, sistemi di irrigazione, impianti di trasformazione delle materie prime, …).

Gemellarsi per condividere una storia

Le imprese della Rete, aggregate in gruppi di dieci, hanno l'impegno (oltre che la possibilità) di costruire con i beneficiari un rapporto continuativo. Difatti ciascun gruppo di imprese viene “gemellato” con un determinato villaggio beneficiario, a favore del quale vengono devolute le offerte di almeno un quinquennio. Durante tale periodo numerose sono le occasioni di contatto e conoscenza. Non solo i resoconti tecnici circa le attività realizzate (forniti puntualmente dal Progetto Famiglia) ma anche l'invio di lettere e foto e, ove possibile, lo scambio di visite reciproche.

Per vincere il dramma della povertà non bastano i soldi dei “ricchi”. Occorre che le persone si incontrino e condividano la medesima storia. Solo allora non ci saranno più i poveri!

Allargare la rete

Ultimo impegno di chi aderisce alla Rete è quello di “ passare parola agli amici ” tentando così di coinvolgere altri imprenditori. La logica è quella delle tante gocce che insieme formano il mare.

IL NOSTRO IMPEGNO

Progettare uno sviluppo “integrale”

Il primo impegno dell'Associazione è assicurare che i progetti finanziati rispondano ad una logica di sviluppo “integrale”. Non si tratta infatti di sostenere solo la crescita economica ma anche quella culturale e sociale.

A tal fine nella medesima zona, oltre alla promozione del lavoro, vengono realizzati altri interventi sia di tipo edilizio (costruzione di scuole, di centri sanitari, di pozzi per l'acqua potabile, …), che assistenziale (adozioni a distanza, accoglienza residenziale di persone in difficoltà, …), che culturale (percorsi di animazione finalizzati a promuovere la dinamicità e l'auto-attivazione dei villaggi, alfabetizzazione degli adulti, educazione sanitaria, valorizzazione della cultura tradizionale).

Fidarsi è bene, … vedere è meglio

La modalità principale adottata dall'Associazione per realizzare i progetti di cooperazione è quella di “stare sul posto”. Ordinariamente ciascuna zona beneficiaria viene visitata 1-2 volte l'anno dai volontari del Progetto Famiglia al fine di verificare i risultati e le opere realizzate e programmare le attività successive.

In futuro si spera di poter assicurare la presenza stabile di alcuni volontari disponibili ad esperienze più prolungate (uno o più anni).

Lo strumento della “doppia regia”

Se la scommessa principale è quella di creare un gemellaggio diretto tra le Imprese italiane ed i micro-imprenditori del Sud del Mondo, lo strumento operativo principale è quello favorire tale rapporto mediante un costante supporto organizzativo.

A tal fine il Progetto Famiglia cura direttamente la “regia” dell'attività della Rete, promuovendo incontri periodici tra gli imprenditori aderenti e pubblicizzando iniziative di ulteriore sensibilizzazione e rilancio dell'iniziativa. Accanto a ciò condivide la “regia” dell'attuazione dei progetti di sviluppo nel terzo mondo, individuando in loco un ente partner che si fa carico della gestione quotidiana delle attività. Ordinariamente di tratta di Caritas diocesane, di congregazioni religiose o di associazioni no-profit locali.

Marchio della solidarietà

Il Progetto Famiglia si impegna, infine, a garantire a ciascun imprenditore della Rete, il riconoscimento del Marchio di “Impresa Solidale” , regolarmente registrato ed attestante l'impegno a favore del Paesi in via di sviluppo.

Il Marchio potrà essere utilizzato dalle imprese sul proprio materiale promozionale e su ogni altra forma di comunicazione esterna.

PROPOSTA 2005

Le imprese che aderiscono alla Rete nell'anno 2005 sono coinvolte nel sostegno al seguente progetto:

Titolo: Sviluppo economico delle zone di Koulwoko e Tampellin (Burkina Faso)

Contesto Geografico: Il Burkina Faso, paese dell'Africa Nord-Occidentale, è una repubblica democratica con una popolazione di circa tredici milioni di abitanti. È il terzultimo stato nella graduatoria mondiale dello Sviluppo Umano redatta dall'ONU ( rapporto UNDP 2004 ). Le zone di Koulwoko e Tampellin, comprendenti circa 13.000 abitanti suddivisi in una quindicina di villaggi, sono situate nella savana, a circa trenta chilometri dalla vicina cittadina di Koupela ( 160 Km dalla capitale Ouagadougou). Le uniche strade sono in terra battuta. Non c'è energia elettrica, né acqua corrente o rete fognaria. La gente vive in capanne costruite con mattoni di fango e tetti di foglie ed arbusti. Parte della popolazione durante la stagione secca (che dura per circa 9 mesi l'anno) non ha accesso all'acqua potabile.

L'alimentazione si basa quasi essenzialmente sul miglio e sulla frutta locale. Il tasso di analfabetismo supera il 90%. La mortalità infantile è di 2 bambini su 10 entro i primi 5 anni di vita. Nell'intera regione vi sono solo 10 medici per una popolazione di 1.050.000 abitanti (un medico ogni 100.000 persone!). Le uniche attività lavorative sono l'agricoltura e la pastorizia di sussistenza. Spesso le scorte alimentari non sono sufficienti per assicurare il cibo per l'intero anno.

Partner locale: Il Progetto Famiglia coordina le attività di sviluppo nella zona di Koulwoko e Tampellin in collaborazione con l'OCADES ( Organisation Catholique pour le Développement et la Solidarieté ) di Koupela, equivalente di una nostra Caritas Diocesana.

Piano generale di riferimento: L'attività di promozione dello sviluppo economico si inserisce in un più ampio piano quinquennale di sviluppo integrale comprendente anche la costruzione di 10 pozzi per l'acqua potabile, di 2 scuole, di 2 centri di alfabetizzazione per gli adulti, di 1 poliambulatorio, la realizzazione di un percorso di educazione sanitaria e di animazione di base dei villaggi, la realizzazione di una sessantina di adozioni a distanza. Il budget complessivo di spesa previsto per il periodo 2004-2008 è di circa 600.000 euro.

Progetti di dettaglio:

L'attività di promozione dell'economia si articola sui tre livelli di impiego dei fondi, già illustrati in precedenza

Per l'approfondimento delle procedure di realizzazione di queste attività sono già disponibili le bozze dei progetti di dettaglio circa:

  • la concessione dei micro-crediti;
  • la formazione/sensibilizzazione dei destinatari dei crediti.

Per quel che riguarda il dettaglio progettuale dell'attività di realizzazione di opere infrastrutturali, utili alla promozione delle occasioni di lavoro, si rimanda all'autunno 2005.

Beneficiari: L a concessione dei prestiti e la relativa attività di formazione ed accompagnamento viene data priorità alle persone in possesso dei seguenti requisiti:

  • essere una donna sposata tra i 18 e i 50 anni;
  • essere indigente. A questo proposito, non è infrequente che l'attività finanziata dal prestito sia la sola entrata della famiglia;
  • chiedere il prestito per l'avvio/consolidamento di un'attività lavorativa effettivamente realizzabile e con effetti durevoli
  • La prima richiesta non deve superare i 200,00 €.

Importo: Con l'OCADES di Koupela ed i rappresentanti dei villaggi beneficiari si è concordata la costituzione di un fondo minimo di 12.000 euro l'anno, per tre anni (36.000 euro), con una totale di prestiti circa 500 prestiti erogati. Ovviamente si tratta dell'ipotesi minima che potrà essere ampiamente superata.

Tempistica:

  • 2005:
  • costituzione del Fondo economico;
  • completamento della progettazione.
  • 2006:
  • avvio della concessione dei micro-crediti;
  • avvio della formazione/accompagnamento dei beneficiari.
  • 2007:
  • realizzazione delle infrastrutture

HANNO GIÀ ADERITO ALLA RETE

(sarebbe buono inserire in questo paragrafo non appena avranno aderito le prime 4-5 imprese. Potrebbero bastare anche quelle individuate direttamente da don Silvio)

COME SCARICARE DALLE TASSE

In base al Decreto Legislativo 460/97 chi effettua offerte in denaro a favore di una Onlus, può usufruire di alcune agevolazioni fiscali in sede di dichiarazione dei redditi.

In dettaglio, per le offerte effettuate da imprese fino a 2.065,00 € o fino al 2% del reddito d'impresa (la più favorevole tra le due), spetta una deduzione dal reddito d'impresa pari all'importo erogato.

Queste agevolazioni non sono ottenibili nel caso di offerte in contanti. È inoltre necessario che il nome inserito nell'intestazione rechi la dicitura “Onlus” di seguito alla denominazione: “Associazione Progetto Famiglia – Cooperazione ”.

COME CONTATTARCI

Per aderire alla Rete “Impresa e Solidarietà” contattare il responsabile di riferimento:

Luciano Gambardella,

081/515.16.03 - 339/776.17.01 e mail: lucianogambardella@progettofamiglia.org

Per contattare la segreteria del Progetto Famiglia - Cooperazione rivolgersi a:

Debora Plantamura,

081/515.16.03 – 329/02.35.944 e mail: deboraplantamura@progettofamiglia.org

Per contattare la segreteria della Federazione Progetto Famiglia , chiamare ai seguenti recapiti:

tel./fax 081/91.55.48 – e mail: info@progettofamiglia.org

Scarica opuscolo (download.doc)