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PROGETTO EDUCATIVO GENERALE E REGOLAMENTO DI GESTIONE OBIETTIVI DELLE CASE FAMIGLIA Obiettivi interni:
Obiettivi esterni:
DESTINATARI Minori di ambo i sessi di età compresa tra 0 e 18 anni in stato di abbandono totale o parziale e per i quali si stanno ricercando soluzioni sostitutive o integrative della famiglia di origine. METODOLOGIA DELL'INTERVENTO EDUCATIVO Le Case Famiglia assicurano:
Più in dettaglio bisogna precisare che si mira a lavorare realizzando precisi progetti d'accoglienza ; pertanto si evitano il più possibile interventi tampone , soprattutto se improvvisati e scoordinati, La progettazione prevede uno “SCHEMA BASE” che, attraverso un periodo di osservazione, viene individualizzato volta per volta secondo i ritmi di vita, le esigenze ed i bisogni specifici dei singoli minori accolti. Lo schema di base, in linea di massima, segue la seguente struttura: PRE-ACCOGLIENZA . intercorre tra la segnalazione del caso e l'ingresso in casa famiglia. Essa consiste in alcuni incontri preliminari con il soggetto da accogliere e con le eventuali figure significative (famiglia di origine, altre figure di riferimento). Scopo di questa fase è quello di far comprendere al soggetto (se l'età lo consente) e alle persone a lui care i motivi e gli scopi dell'accoglienza. Mira inoltre ad ottenere una conoscenza generica del soggetto e della sua storia. Questa è la fase in cui i responsabili della Casa Famiglia valutano se accogliere o meno il soggetto. (vedi paragrafo successivo ). AMMISSIONE IN CASA FAMIGLIA Ai fini dell'ammissione in Casa Famiglia, laddove è possibile, si effettuano alcuni incontri preliminari con il soggetto da accogliere e con le eventuali figure significative (famiglia di origine, servizi sociali, …). Questi incontri sono tenuti dai Responsabili della Casa Famiglia ed hanno lo scopo di far comprendere al soggetto (se l'età lo consente) e alle persone a lui care i motivi e gli scopi dell'accoglienza. Mira inoltre ad ottenere una conoscenza iniziale del minore e della sua storia personale. Alla valutazione del caso contribuiscono anche i membri dell' é quipe di sostegno e, dove necessario, altre figure specialistiche. Tra i criteri che orientano la scelta vi è innanzitutto la salvaguardia degli altri ospiti della casa. A tal fine vengono considerati lo stato di salute del minore (si richiedono alcune analisi fondamentali legate soprattutto all'individuazione di eventuali patologie infettive), ed, in caso di particolari problematiche, la compatibilità tra queste e le esigenze degli altri minori. Si valuta anche se eventuali problematiche del soggetto richiedono interventi talmente particolari che esulano dalle possibilità di risposta della Casa stessa. Le indagini inerenti lo stato di salute sono necessarie anche al fine di poter inquadrare bene la situazione sanitaria complessiva del soggetto ed individuare le sue reali esigenze. Importante ai fini dell'ammissione in Casa Famiglia è anche la conoscenza della situazione socio-ambientale e psicologica del soggetto, della anamnesi sociale prossima e remota, con particolare riferimento ai dati riguardanti il contesto familiare da cui proviene. Si richiede, infine, la chiarezza sul progetto che l'ente pubblico preposto intende realizzare, con particolare riferimento ai tempi di permanenza nella Casa ed alle prospettive successive. In ogni caso l'ammissione è condizionata dal decreto del Tribunale dei Minorenni o da Disposizione dell'Ente locale, come previsto dalla legge 184/83 e successive modiche e non potrà avvenire finché non saranno formalizzati tutti gli atti amministrativi. PRIMA ACCOGLIENZA Prevede: a) PRIMO INGRESSO in casa (se l'età del minore lo consente si effettuerà una presentazione della casa e delle attività di base, della propria stanza e del posto/letto, degli altri ospiti con particolare riferimento ai compagni di stanza, ...). b) PERIODO DI OSSERVAZIONE . Prevede oltre alle normali funzioni di cura, accudimento ed assistenza morale e materiale:
Suoi scopi: ad aiutare il minore a stabilire un rapporto di fiducia con il personale della casa ed in modo specifico con gli educatori. Queste figure significative giocano un ruolo determinante in tutto il progetto d'intervento; l'adulto è per il minore il tramite indispensabile per conoscere, e dare ordine al mondo circostante. L'atteggiamento dell'adulto deve sostenere il minore nell'acquisizione di un adeguato senso fiducia nel mondo, negli altri, ed in se stesso. 4) STESURA E REALIZZAZIONE DEL PEI (PIANO EDUCATIVO INDIVIDUALE) In tale fase si cerca il più possibile di coinvolgere le istituzioni (ed in particolare modo i servizi sociali competenti), le eventuali figure significative preesistenti, ed eventuale personale specialistico (se necessarie). Anche la scuola (per i minori più grandi) ed eventuali educatori esterni vengono chiamati a fornire sostegno in questa fase. Il progetto viene individualizzato alla persona in base alle sue caratteristiche ed esigenze (età, problematiche affettive e relazionali, interessi personali, eventuale destinazione futura, ...). Nella formulazione del progetto viene coinvolto il soggetto stesso (quando l'età lo permette), si da realizzare una vera e propria partecipazione alla programmazione degli interventi individuali e, più ampiamente, alla gestione dell'intera struttura. Il progetto deve avere un respiro più ampio possibile che individui gli obiettivi da raggiungere distinguendoli a seconda della durata: a breve, a medio o a lungo termine. Deve tracciare la strada da percorrere individuando nel modo più dettagliato possibile le risorse necessarie. Il progetto è soggetto a variazione e verifiche e può essere anche completamente modificato laddove ve ne siano le esigenze. Sia la programmazione che la verifica prevedono la presenza dell'équipe professionale di sostegno. Uno degli elementi fondamentali delle singole progettazioni è il coinvolgimento attivo nel “vissuto domestico”, per trasmettere uno stile fortemente familiare. In quest'ottica particolare attenzione è data all'alimentazione ed alla fase di preparazione dei cibi che costituisce all'interno della Casa Famiglia un momento a forte valenza educativa. Al fine di agevolare il coinvolgimento e la partecipazione degli ospiti sono stati instaurati livelli di flessibilità che consentono, pur con tutte le garanzie in ordine all'igiene alimentare e all'equilibrio dietetico, di sfruttare le potenzialità educative del coinvolgimento dei minori nella preparazione del menù, nella preparazione dei cibi e nel servizio a tavola. 5) FASE FINALE . Si prevede l'accompagnamento ed il sostegno del minore nel percorso di inserimento nella realtà di destinazione successiva prevista dal PEI:
Per dare sostanza a tutto l'intervento socio-educativo si è reso necessario realizzare dei percorsi che rendano reale la possibilità di organizzare tali “passaggi” in modo da farli entrare in un unico progetto organico ed evitare che si riducano a mere intenzioni. L'associazione “ Progetto Famiglia - Accoglienza ” , pertanto, collabora strettamente con l'Associazione Progetto Famiglia – Affido , dotata di una rete di famiglie affidatarie. RAPPORTO TRA OPERATORI ED OSPITI In merito al rapporto tra gli operatori e gli ospiti va detto semplicemente che tale rapporto, fondato sul rispetto delle singole individualità, terrà conto delle necessità di crescita di ciascuno. Le varie figure che vengono coinvolte nel processo educativo sono strettamente coordinate al fine di trasmettere all'ospite stimoli chiari ed univoci. Ciascun operatore è chiamato a “giocarsi” nel rapporto con l'accolto miscelando opportunamente autorità e confidenza. REGISTRO E CARTELLA PERSONALE DEI SINGOLI OSPITI Al fine di organizzare al meglio il lavoro e di garantire un efficiente scambio di informazioni, nonché una chiara registrazione di quanto avviene, si ricorre all'utilizzo di appositi modelli. In tal senso strumenti fondamentali di lavoro sono, fermo restando il rispetto delle misure di riservatezza previste dalla vigente legislazione, il “Registro” e la “Cartella Personale” dei singoli minori accolt i. Essa mediante l'utilizzo di una serie di schemi prestampati, permette l'annotazione chiara e fedele di quanto necessario, ed in particolare di:
ASSICURAZIONE L'ente gestore provvedere alla copertura assicurativa dei rischi da infortuni o danni subiti o provocati dai minori, stipulando a tal fine apposite assicurazioni. RAPPORTO TRA ENTE GESTORE ED OPERATORI I rapporti tra l'associazione “Progetto Famiglia - Accoglienza” ONLUS (Ente Gestore della Casa Famiglia) e gli operatori vanno distinti in due diverse tipologie: Rapporti lavorativi retribuiti , nelle varie forme del lavoro dipendente, delle collaborazioni professionali, delle consulenze esterne. Queste tipologie riguardano essenzialmente i membri dell'équipe di supporto. Rapporti di volontariato gratuito . Si tratta di operatori la cui attività è fondata sulla gratuità delle prestazioni. Tutto dunque viene vissuto nell'ottica del dono . Gli stessi operatori residenti nella Casa Famiglia svolgono la propria attività come missione di vita e non come professione. Non percepiscono pertanto alcun compenso. La loro scelta è il frutto di un cammino di fede maturato all'interno del movimento ecclesiale “Fraternità di Emmaus” di diffusione locale fondato dal Sacerdote Silvio Longobardi (presidente dell'Associazione “ Progetto Famiglia - Accoglienza ”) ed ufficialmente riconosciuto da Mons. Gioacchino Illiano, vescovo della Diocesi di Nocera-Sarno. Al loro sostentamento, nonché al supporto delle numerose attività dell'Associazione “ Progetto Famiglia - Accoglienza ” provvedono gratuitamente con le proprie offerte, oltre che numerosi benefattori, gli altri membri della Fraternità di Emmaus . REGOLAMENTO INTERNO DEGLI OSPITIDurata dell'accoglienza: L'accoglienza effettuata dalla Casa Famiglia è temporanea . Il percorso prevede un progetto ad hoc per ogni minore in riferimento alle risorse attivabili nel nucleo familiare di origine. Pertanto laddove è possibile si mantengono dei rapporti con i familiari per favorire e preparare il rientro presso il nucleo di appartenenza. Laddove il nucleo di origine non riuscisse ad attivare un adeguato percorso di riabilitazione delle competenze genitoriali, in collaborazione con i servizi competenti (magistratura minorile, servizi sociali, …) si attiveranno soluzioni alternative quali percorsi di affido familiare, adozioni, o accompagnamento del minore verso un processo di autonomia. Organizzazione degli spazi: Nelle stanze di riposo sono riservati ad ogni minore una parte degli arredi per riporre il vestiario, ed alcuni oggetti personali. L'abbigliamento di ogni ospite è ben differenziato. Gli spazi all'aperto ed interni sono specificamente organizzati per l'attività ludica. La disposizione e l'attrezzatura sono tali da favorire l'azione spontanea e la sperimentazione autonoma dei singoli senza peraltro rappresentare un motivo di insicurezza né tantomeno una fonte di pericolo. L'organizzazione degli spazi cambia in rapporto alla crescita del bambino articolandosi e differenziandosi sempre di più. I materiali utilizzati sono rispondenti all'età e in grado di stimolare le attività motorie, manuali, la conoscenza e la creatività. Sono in gran parte costituiti da oggetti comuni e da giocattoli correnti; sono qualitativamente differenziati e contenuti nella quantità. Organizzazione delle attività per fasce d'età: Prima Infanzia Il bambino nelle prime settimane di vita trascorre gran parte del tempo riposando; i momenti di veglia sono dedicati ai pasti e alle pulizie personali. Man mano che il sonno diminuisce, il bambino può essere occupato nel gioco all'interno della struttura e all'aperto e questa attività diventa gradualmente l'occupazione principale. L'organizzazione della casa è elastica si da permettere di predisporre i momenti di gioco in base al ritmo sonno-veglia di ciascun bambino. L'adulto interviene nei momenti di gioco solo per mantenere le condizioni ottimali per lo svolgimento dell'attività, per aiutare i bambini in difficoltà, per sollecitare interesse o sedare conflitti. Man mano che il bambino cresce viene introdotto in spazi ed in attività esterne alla casa e viene gradualmente posto in contatto con varie persone in una molteplicità di relaziono e di esperienze. Vengono favoriti:
A tale scopo vengono colti ed utilizzati tutti gli spunti per proporre ad ogni piccolo occasioni di vita esterna alla casa e di divertimento anche al fine di evitare i rischi che derivano dalla monotonia quotidiana e dai ritmi regolari della vita in collettività. Viene anche valutato l'inserimento in un asilo nido. Ciò può avvenire in età diverse per i singoli bambini e in rapporto ai livelli evolutivi raggiunti. Questa scelta viene valutata caso per caso e realizzata in maniera graduale; all'inizio la permanenza è breve e guidata anche dall'educatore di riferimento per poi aumentare gradualmente qualora il bambino non presenti problemi. Seconda infanzia Con l'ulteriore crescita d'età del minore ospitato divengono necessarie una serie di regole relative al comportamento che questi deve acquisire affinché, pur nel rispetto delle proprie esigenze personali, la vita in gruppo si svolga con tonalità familiare e ordinata. Ciascuno pertanto deve impegnarsi a creare un ambiente di vita familiare e sereno Pre-Adolescenza / Adolescenza: Per i ragazzi più grandi il tempo viene scandito in base alle attività di studio con particolare attenzione alla trasmissione di modelli educativi e relazionali adeguati alla loro età; inoltre si favorisce il contatto con l'ambiente esterno alla struttura ad esempio mediante l'inserimento degli stessi in attività sportive e del tempo libero, promosse dal territorio. Anche all'interno della struttura, in accordo con gli ospiti, vengono promosse eventuali iniziative formative e culturali. Assistenza sanitaria: Per tutti gli ospiti della struttura le visite mediche e le prestazioni sanitarie a domicilio sono affidate a personale di fiducia dell'équipe della Casa. Eventuali scelte diverse devono essere motivate e preventivamente concordate con i responsabili della struttura. Regole comportamentali: Per l'accettazione e la permanenza degli ospiti si richiede (quando l'età lo permette) l'impegno assumere un corretto comportamento dentro e fuori casa. È vietato l'uso di pubblicazioni non consone allo spirito della Casa. Non è ammesso l'uso di qualsiasi tipo di droga, alcolici, stupefacenti, ecc., dentro e fuori Casa. È proibita la violenza e l'aggressività, anche nel linguaggio. Anche la scelta dell'abbigliamento va effettuata tenendo coniugando le esigenze della moda con il rispetto degli altri ospiti. L'utilizzo della televisione deve ben conciliarsi con le attività della casa e, in ogni caso, vanno evitati gli eccessi. La scelta dei programmi è gestita di comune accordo con gli educatori. Non è comunque consentita la visione di programmi che trasmettono messaggi eccessivamente violenti e che non favoriscono l'acquisizione di un adeguato modello educativo. Le attività promosse dalla Casa, ed i relativi orari, vengono concordate dagli educatori con gli accolti stessi seguendo i ritmi tipici di una normale famiglia. Le uscite vanno concordate con gli educatori. Gli accolti possono ricevere visite da parenti o amici, sempre nel rispetto delle esigenze degli altri ospiti e con l'accordo del personale educativo. Ogni ospite viene motivato nel mantenere in ordine le proprie cose, nel partecipare alla pulizia e alla gestione della Casa così da creare un clima favorevole di serenità e distensione e, allo stesso tempo, che abitui gli ospiti stessi al raggiungimento di un adeguato grado di autonomia e gestione personale. REGOLAMENTO INTERNO DEGLI EDUCATORI
Gli educatori hanno il compito specifico della cura, dell'educazione, dell'istruzione e delle relazioni affettive di cui i minori hanno bisogno. Distribuiranno gli impegni e le attività connesse alla conduzione della casa in rapporto all'organizzazione della giornata del minore collocandoli nei momenti di riposo e di assenza degli stessi. Al fine di favorire la presenza degli educatori accanto ai minori, alcune attività connesse alla gestione della casa (quali la pulizia generale, il lavaggio e la sistemazione della biancheria, … ) vengono affidate ad altre figure. Durante il tempo trascorso con i minori l'educatore pone particolare attenzione e partecipazione a ciò che il minore fa o è capace di fare ed a quelli che sono i suoi bisogni. Con i più piccoli alle parole si aggiungeranno i gesti e la mimica. Gli educatori osservano ciascun minore – in modo particolare (per i più piccoli) nei momenti di cura, di pulizia e dei pasti – nei gesti e nelle espressioni, nelle modalità con cui reagisce all'ambiente circostante. Dette osservazioni opportunamente registrate nella Cartella Personale forniranno per ogni minore una serie di informazioni sul suo stato emotivo e di crescita, sui suoi progressi cogliendo eventuali insorgenze di difficoltà o di disagio. La precisione e la costanza dell' osservazione e il successivo lavoro di registrazione e di confronto con l'équipe di sostegno consentiranno agli educatori di garantire la qualità del proprio operato. L'organizzazione del lavoro prevede pertanto in ogni giornata momenti per la registrazione dell'osservazione e nel corso della settimana e del mese incontri di confronto con l'équipe di sostegno e le altre figure operanti nella struttura. Accanto agli educatori il progetto educativo individuale dei singoli minori prevede il coinvolgimento delle altre figure, che interverranno in momenti prestabiliti svolgendo attività e ruoli specifici (doposcuola, animazione, …). Tali figure si confrontano costantemente con gli educatori e, periodicamente, partecipano ai confronti con l'équipe.
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